Dimagrire: chi pensa leggero è a metà dell’opera

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Dimagrire: chi pensa leggero è a metà dell’opera

Imparare ad accettarsi e a volersi bene è il primo passo per vincere la fame emotiva e dimagrire

 

Per una volta non voglio parlarvi di carboidrati e principi nutritivi, calorie e Omega-3, antiossidanti e colesterolo: tutte cose importanti per dimagrire o mantenere il peso forma, ma non fondamentali quanto la nostra testa.

Se sottovalutiamo o liquidiamo con un’alzata di spalle la questione psicologica, ben difficilmente riusciremo a dimagrire e raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati; e anche nel caso ce la facessimo, rischieremmo di pagare un prezzo troppo alto e di ritrovarci a pensare che non ne valeva la pena.

Ovviamente chi decide di seguire una dieta, se non è obbligato da ragioni di salute, lo fa perché desidera migliorare l’aspetto fisico o per smaltire i chili accumulati durante la stagione invernale o per ritornare in forma in menopausa o dopo la gravidanza. Ma se non c’è nulla di male nel desiderare di essere un po’ più magri, il discorso cambia quando ci sentiamo in obbligo di perdere peso e ce la prendiamo con noi stessi se ciò non accade.

Non solo è profondamente ingiusto, ma controproducente: chi non si vuole bene, e magari si disprezza perché non riesce a perdere quei tre-quattro-cinque chili di troppo, rischia di utilizzare il cibo come valvola di sfogo e di ottenere il risultato opposto rispetto a quello che voleva raggiungere. Come per punirsi e per dimostrare a se stesso di valere poco.

Cosa fare per evitare di trovare conforto nel cibo?

La prima regola, appunto, è scoprire il bello che c’è in noi, le nostre qualità, imparare insomma ad apprezzarsi. Può sembrare paradossale, ma accettarsi per come si è risulta la chiave per arrivare poi al cambiamento. In secondo luogo è fondamentale trovare un rapporto più sereno con il cibo.

Mangiare quando si ha fame e smettere quando non se ne ha più.

Chi si rimprovera aspramente ogni volta che sgarra, chi si colpevolizza per ogni peccato di gola, rischia di innescare un circolo vizioso difficile da disattivare.

Per dimagrire l’autocritica continua non porta a niente.

L’obiettivo è smettere di usare il cibo come via di fuga dalla realtà, o valvola di sfogo, recuperando così un rapporto più sano con quello che mangiamo. Pensare “da magri”, insomma, piacerci per come siamo e non per come dovremmo essere, è una condizione non sufficiente ma necessaria per correggere il nostro regime alimentare.  

 

 

 

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È fantastico decidere di provarci. Non cercare scuse,

ma cerca soluzioni. Carmen Zedda

nutrizionista biologa, alimentazione donna, nutrizione per sportivi, test intolleranze, educazione alimentare, dieta personalizzata

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